In questa pagina mettiamo a disposizione un modello revoca mandato consulente del lavoro che può essere scaricato e compilato inserendo i dati richiesti in modo semplice e veloce.
Indice
Revoca Mandato Consulente del Lavoro
La figura del consulente del lavoro rappresenta un punto di riferimento essenziale per le imprese, gli enti e i privati che necessitano di una consulenza specializzata in materia giuslavoristica. Le sue competenze spaziano dall’elaborazione dei cedolini paga alla gestione degli adempimenti fiscali e previdenziali, passando per la consulenza contrattuale, l’assistenza nei rapporti con gli enti ispettivi e la gestione delle controversie di lavoro. Il rapporto professionale tra consulente e cliente prende forma attraverso un mandato, istituto di diritto civile in base al quale il mandatario si impegna a compiere uno o più atti giuridici per conto del mandante. Nel caso del consulente del lavoro, ciò si traduce in un accordo scritto o verbale in cui si stabiliscono mansioni, competenze, onorari e responsabilità reciproche.
La decisione di revocare il mandato a un consulente del lavoro può derivare da vari motivi, come la volontà di affidare l’incarico a un nuovo professionista, la sopravvenuta mancanza di fiducia, la cessazione dell’attività aziendale o persino il mutamento delle necessità interne di gestione del personale. L’atto di revoca, in ogni caso, non richiede una formula particolarmente solenne: è sufficiente esprimere la volontà di interrompere il rapporto, indicando in modo chiaro che non si desidera proseguire con la collaborazione. Nonostante sia un atto relativamente semplice, la revoca del mandato deve essere gestita con attenzione per evitare fraintendimenti o strascichi di natura legale ed economica.
Nell’ordinamento civile italiano, il mandato è regolato principalmente dagli articoli 1703 e seguenti del Codice Civile, secondo cui il mandante può sempre revocare il mandato, a meno che non sia stato stipulato come irrevocabile per giusta causa e risponda a specifici interessi meritevoli di tutela. Nel caso del consulente del lavoro, di norma, non esiste una clausola di irrevocabilità: è quindi possibile procedere alla risoluzione del rapporto in qualunque momento, semplicemente inviando una comunicazione, preferibilmente per iscritto, al professionista, in cui si dichiara esplicitamente la propria volontà di porre fine al rapporto. È consigliabile che tale comunicazione contenga anche la data di effetto della revoca, così da evitare incertezze sui termini di conclusione dell’incarico.
Nonostante non sia necessario giustificare i motivi della revoca, in molte circostanze un chiarimento può agevolare una risoluzione più serena. Se, ad esempio, la scelta di interrompere il mandato non deriva da inadempienze del professionista, ma da mutate necessità interne, potrebbe essere utile precisarlo per mantenere un clima di correttezza e, qualora ne sorga l’occasione, conservare in futuro un rapporto di collaborazione. Al contrario, se la decisione è motivata da un comportamento che si ritiene poco professionale o da una prestazione ritenuta insufficiente, è bene indicare le ragioni che hanno portato alla rottura del rapporto, così da ridurre la possibilità di contenziosi o incomprensioni.
La revoca del mandato, come atto unilaterale, può comportare il diritto del consulente del lavoro di esigere il compenso per l’opera già svolta, nonché il rimborso delle eventuali spese sostenute in esecuzione dell’incarico sino alla data di decorrenza della revoca stessa. Ciò significa che, anche nel caso in cui il rapporto si interrompa improvvisamente, il mandante (ossia il cliente) resta obbligato a corrispondere l’onorario per i servizi di cui ha usufruito fino a quel momento. Di solito, il contratto di incarico prevede specifiche clausole riguardanti l’importo dovuto o la modalità di calcolo per il pagamento in caso di risoluzione anticipata, cui occorre attenersi per evitare controversie. Nella prassi, molti professionisti richiedono un preavviso minimo, anche se non sempre è imposto dal CCNL di categoria o da norme specifiche: si tratta piuttosto di un elemento di buona prassi contrattuale mirato a garantire una transizione ordinata.
Nei rapporti con il consulente del lavoro, è inoltre raccomandabile inviare comunicazioni scritte, attraverso una lettera raccomandata con avviso di ricevimento o tramite posta elettronica certificata (PEC), in modo da avere una prova dell’avvenuta ricezione da parte del professionista. Questo accorgimento tutela il mandante, poiché impedisce che si creino equivoci sulla data effettiva della revoca o su eventuali prestazioni ulteriori che il consulente potrebbe svolgere dopo aver ricevuto l’avviso. Allo stesso modo, il consulente può rilasciare una comunicazione di presa d’atto della revoca, indicando gli adempimenti residui necessari per concludere definitivamente l’incarico, come la consegna di documenti, la restituzione di certificazioni o credenziali e il saldo di eventuali compensi residui.
Un’altra questione rilevante riguarda il passaggio delle consegne a un nuovo consulente del lavoro, qualora il datore di lavoro intenda sostituire il professionista precedente. È opportuno, in tal caso, che i due consulenti collaborino brevemente per trasferire con esattezza i dati del personale, le password di accesso ai portali telematici (come il sito dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate) e la documentazione cartacea o digitale inerente al rapporto di lavoro dei dipendenti. Questa fase di transizione può risultare decisiva per evitare errori nella predisposizione delle buste paga, omissioni nei versamenti contributivi o, più in generale, complicazioni con le scadenze fiscali. Una comunicazione chiara, con scadenze e responsabilità definite, consente di effettuare un passaggio di consegne in modo efficiente e di salvaguardare sia gli interessi del datore di lavoro, sia la correttezza professionale e deontologica tra consulenti.
Esempio Revoca Mandato Consulente del Lavoro
In questa sezione viene mostrato un esempio di revoca mandato consulente del lavoro.
Si tratta di un esempio utile per chi ha la necessità di produrre un documento di questo tipo, visto che basta adattarlo per le proprie esigenze.
Gent.le dott. …………,
Con la presente intendo recedere dal contratto con Lei stipulato e quindi, non usufruire più delle Sue prestazioni a partire dal ______________.
La invito cortesemente a farmi pervenire, se dovuta, La sua ultima parcella e a restituirmi prontamente tutta la documentazione che mi appartiene.
Cordialità
Data e Firma
Modulo Revoca Mandato Consulente del Lavoro Word da Scaricare
Di seguito si trova il modello revoca mandato consulente del lavoro editabile da scaricare sul proprio computer.
Una volta che il documento è stato scaricato, bisogna aprirlo con un programma che supporta i file in formato Word e compilarlo inserendo quelli che sono i dati richiesti.
Il fac simile revoca mandato consulente del lavoro compilato potrà poi essere stampato o inviato direttamente, a seconda di quelle che sono le proprie esigenze.