In questa pagina mettiamo a disposizione un modello restituzione dei documenti di lavoro che può essere scaricato e compilato inserendo i dati richiesti in modo semplice e veloce.
Indice
Restituzione dei Documenti di Lavoro
La restituzione dei documenti di lavoro riveste un’importanza fondamentale al termine di un rapporto di lavoro, poiché consente al lavoratore di accedere senza ostacoli ad eventuali nuove opportunità occupazionali. L’articolo 56 del CCNL 7 novembre 1958 (Parte I) stabilisce che, entro il giorno successivo all’effettiva cessazione del rapporto, l’azienda debba consegnare al lavoratore tutti i documenti in regola, compreso il libretto di lavoro, consentendogli così di intraprendere un nuovo impiego senza ritardi dovuti a mancanza di documentazione.
La norma impone che, una volta ricevuti i documenti, il lavoratore rilasci all’azienda una “ricevuta liberatoria”, confermando in tal modo che tutta la documentazione di sua spettanza gli è stata effettivamente consegnata. In caso di impossibilità, per l’azienda, di rilasciare immediatamente alcuni dei documenti di lavoro (ad esempio per motivi tecnici, amministrativi o di altra natura), è tenuta a fornire al dipendente una dichiarazione scritta che ne giustifichi l’assenza. Questa comunicazione, di fatto, rappresenta una tutela per il lavoratore, poiché gli consente di documentare a terzi (come un nuovo datore di lavoro o un ente previdenziale) l’impegno dell’azienda a fornirgli quanto prima la documentazione mancante o a dimostrare la propria buona fede nella ricerca di un nuovo impiego.
Nonostante il libretto di lavoro, menzionato nell’articolo 56 del CCNL, non sia più in uso con la medesima valenza di un tempo (la sua soppressione è stata sancita negli anni successivi attraverso provvedimenti specifici), il principio alla base della norma rimane attuale. Oggi la disciplina si applica, in termini generali, a tutti i documenti personali e amministrativi connessi al rapporto di lavoro, come ad esempio certificati di servizio, buste paga, dichiarazioni ai fini previdenziali, e ogni altra attestazione necessaria a comprovare l’attività lavorativa svolta. L’obbligo di pronta consegna serve a evitare che il lavoratore subisca pregiudizi nell’attestazione delle sue competenze e della sua anzianità contributiva.
Per il lavoratore, il rispetto di questa procedura garantisce la possibilità di dimostrare la storia e la durata del proprio rapporto di lavoro, i contributi versati, la qualifica, le mansioni svolte e, più in generale, la propria esperienza professionale. Tali informazioni sono spesso decisive nelle fasi di selezione, assunzione e calcolo delle spettanze di fine rapporto (TFR, ferie residue, ratei di tredicesima o quattordicesima) e di eventuali trattamenti previdenziali.
Dal punto di vista dell’azienda, ottemperare a quanto stabilito dall’art. 56 non solo evita controversie o reclami, ma contribuisce a concludere positivamente il rapporto, prevenendo dispute su questioni burocratiche o amministrative che potrebbero degenerare in azioni legali. Inoltre, la consegna puntuale della documentazione dimostra correttezza gestionale e favorisce un buon clima di “exit relationship” con il dipendente uscente.
Un ritardo o un’omissione nella restituzione dei documenti può generare responsabilità in capo all’azienda, soprattutto se il lavoratore subisce danni concreti, come la mancata assunzione presso un nuovo datore o l’impossibilità di accedere a determinate prestazioni previdenziali. In tal caso, il dipendente potrebbe agire legalmente per ottenere il risarcimento del pregiudizio subito.
Nel quadro di un rapporto di lavoro che si conclude, la pronta restituzione di tutta la documentazione, accompagnata da un’eventuale dichiarazione scritta che ne giustifichi la temporanea mancanza, rappresenta un obbligo inderogabile per l’azienda e un diritto irrinunciabile per il lavoratore. Garantire al dipendente la disponibilità dei propri documenti entro i tempi stabiliti non solo soddisfa la normativa contrattuale e di legge, ma tutela il lavoratore nella ricerca di nuove opportunità e favorisce una corretta e completa definizione del rapporto cessato.
Esempio di Restituzione dei Documenti di Lavoro
In questa sezione viene mostrato un esempio di restituzione dei documenti di lavoro.
Si tratta di un esempio utile per chi ha la necessità di produrre un documento di questo tipo, visto che basta adattarlo per le proprie esigenze.
Oggetto: restituzione documenti di lavoro.
Siamo in allegato alla presente a restituirLe, in seguito alla cessazione del rapporto di lavoro intercorso tra le ns. reciproche parti, la seguente documentazione:
– ………………..;
– ………………..;
– ………………..;
– …………………
Vorrà cortesemente restituirci copia della presente debitamente sottoscritta per ricevuta.
Con i più distinti saluti.
Luogo e data ………………..
Il legale rappresentante
Firma del lavoratore per ricevuta
Data
Modulo Restituzione dei Documenti di Lavoro da Scaricare
Di seguito si trova il modello restituzione dei documenti di lavoro editabile da scaricare sul proprio computer.
Una volta che il documento è stato scaricato, bisogna aprirlo con un programma che supporta i file in formato Word e compilarlo inserendo quelli che sono i dati richiesti.
Il fac simile restituzione dei documenti di lavoro compilato potrà poi essere stampato o inviato direttamente, a seconda di quelle che sono le proprie esigenze.