In questa pagina mettiamo a disposizione un modello impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo che può essere scaricato e compilato inserendo i dati richiesti in modo semplice e veloce.
Indice
Impugnazione del Licenziamento per Giustificato Motivo Oggettivo
Il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, spesso denominato anche per ragioni economiche, si configura ogniqualvolta il datore di lavoro proceda a interrompere il rapporto con un dipendente per esigenze di riorganizzazione dell’attività produttiva. Queste ragioni possono derivare, ad esempio, dalla necessità di fronteggiare una crisi aziendale riducendo i costi di produzione o di aumentare gli utili tramite interventi strutturali sul personale. In un contesto economico segnato da forti cambiamenti, come quello successivo alla pandemia, è frequente che le aziende scelgano di ristrutturare i propri processi per rimanere competitive, finendo dunque per ricorrere più spesso al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Tale recesso può riguardare la soppressione di una mansione, la riduzione del personale, l’esternalizzazione di alcune funzioni o l’introduzione di soluzioni tecnologiche innovative che rendono superfluo il contributo umano.
Quando decide di intimare un licenziamento di questa natura, il datore di lavoro deve comunicare il provvedimento con un adeguato termine di preavviso, salvo che scelga di corrispondere l’indennità sostitutiva. Inoltre, occorre motivare con precisione la scelta aziendale, specificando in che modo la riorganizzazione si traduca nella necessità di eliminare proprio quella posizione lavorativa. Per i contratti di lavoro instaurati antecedentemente all’entrata in vigore del Jobs Act e nelle imprese che possiedano i requisiti dimensionali previsti dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, persiste l’obbligo di comunicare per iscritto la volontà di licenziare alla Direzione territoriale del lavoro, che tenterà una conciliazione. Questa procedura non è invece prevista per i rapporti di lavoro instaurati dopo il Jobs Act.
Sul versante del lavoratore, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è di regola poco sindacabile, in quanto la libertà d’iniziativa economica dell’imprenditore trova garanzia costituzionale. Tuttavia, ciò non si traduce in un potere di recesso illimitato, poiché sussistono condizioni specifiche che il datore di lavoro deve rispettare per rendere legittima la propria scelta. Anzitutto, la riorganizzazione aziendale deve essere reale e non fittizia: il licenziamento si rivelerebbe invalido se, per esempio, la posizione eliminata venisse affidata a un altro dipendente subito dopo. Occorre poi verificare che esista un nesso di causalità tra la riorganizzazione e il lavoratore licenziato, nel senso che non sarebbe ammissibile colpire un dipendente di un reparto diverso da quello effettivamente interessato dalla soppressione o dalla riduzione. È inoltre obbligatorio adempiere all’onere di repechage, ovvero il datore di lavoro deve dimostrare di non potere reimpiegare il lavoratore in altre mansioni disponibili che, anche se di livello inferiore, siano comunque compatibili con la professionalità di cui egli dispone. In una recente ordinanza, la Cassazione (n. 17036/2024) ha chiarito che il datore di lavoro deve provare l’assenza di posizioni per le quali il dipendente licenziato possieda la necessaria capacità professionale, senza richiedere uno specifico addestramento in quel momento mancante.
La giurisprudenza ha evidenziato che, nel caso di una riduzione dei costi operata dall’azienda, non si possa semplicemente enunciare in astratto la necessità di contrarre la spesa. Al contrario, occorre spiegare e comprovare perché le esigenze di contenimento dovrebbero ricadere proprio su un determinato reparto o settore, con conseguente licenziamento del lavoratore addetto a quelle mansioni. Vige inoltre l’obbligo di giustificare, nell’ottica di buona fede contrattuale, la scelta del dipendente che viene escluso fra più possibili candidati, rifacendosi all’orientamento giurisprudenziale secondo cui la selezione andrebbe gestita ispirandosi ai criteri utilizzati nei licenziamenti collettivi, ovvero ai carichi di famiglia e all’anzianità di servizio, se non regolamentati in modo diverso dalla contrattazione collettiva.
Qualora il licenziamento per giustificato motivo oggettivo risulti illegittimo, le conseguenze cambiano a seconda della data di assunzione del lavoratore e della dimensione aziendale. Per i dipendenti assunti prima del 7 marzo 2015, in presenza dei requisiti numerici indicati dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, se il licenziamento risulta infondato per palese insussistenza delle ragioni addotte, è prevista la reintegra nel posto di lavoro e un risarcimento con un limite massimo di dodici mensilità. I lavoratori assunti dopo l’entrata in vigore del Jobs Act sono soggetti al regime delle cosiddette tutele crescenti, che prevede un’indennità di importo variabile in base all’anzianità di servizio e al numero di dipendenti presenti nell’azienda. Nelle imprese più grandi, l’indennizzo parte da un minimo di sei mensilità e può arrivare fino a trentasei, calcolate in relazione all’ultima retribuzione utile per il trattamento di fine rapporto; se vi sono soltanto difetti formali o motivazionali, l’importo minimo è ridotto. Nelle imprese di dimensioni minori, la forbice dei risarcimenti risulta più contenuta.
Con una pronuncia fondamentale (sentenza n. 128/2024), la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’articolo 3, comma 2, del Jobs Act nella parte in cui non prevedeva la reintegrazione del lavoratore per l’insussistenza del fatto posto a base del licenziamento per ragioni oggettive. A seguito di tale sentenza, anche nel regime introdotto dal Jobs Act, qualora risulti accertata la mancanza di reali motivazioni economiche o organizzative a sostegno del recesso, il dipendente avrà diritto alla reintegra sul posto di lavoro.
Esempio Impugnazione del Licenziamento per Giustificato Motivo Oggettivo
In questa sezione viene mostrato un esempio di impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
Si tratta di un esempio utile per chi ha la necessità di produrre un documento di questo tipo, visto che basta adattarlo per le proprie esigenze.
Oggetto: Impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo
Il sottoscritto, nato il … a … e residente in …, via … n. …, C.F. …, dipendente di codesta/o amministrazione/ente dal …. al … con la qualifica di …, ritenuta l’illegittimità e la nullità del licenziamento comunicato con lettera/comunicazione/ altro in data …, con la presente chiede di venire a conoscenza dei motivi analitici e dettagliati posti alla base del licenziamento stesso, considerato inoltre che il sottoscritto si dichiara disponibile alla immediata ripresa dell’attività lavorativa, con la presente si intende impugnare il licenziamento comunicato con lettera/comunicazione/ altro in data … e si chiede la immediata reintegrazione nel posto di lavoro (e/o il ripristino del rapporto di lavoro in essere con codesta Amministrazione/ente), nonché il risarcimento dei danni patiti e patiendi, il pagamento delle retribuzioni maturate e maturande e la conseguente regolarizzazione contributiva secondo quanto previsto dalla legge e dal Ccnl del comparto.
Con la presente, inoltre, il sottoscritto chiede, al fine di porre in essere una risoluzione bonaria della controversia, un incontro con codesta Amministrazione/ente.
Tale incontro non dovrà essere considerato atto formale di richiesta di tentativo facoltativo di conciliazione previsto dall’art. 410 c.p.c. Alla luce di tutto quanto esposto, la presente lettera deve valere come atto di costituzione in mora per il pagamento delle prestazioni lavorative offerte e non accettate.
Si avverte infine che, decorsi inutilmente dieci giorni dal ricevimento della presente, lo scrivente provvederà ad adire la competente Autorità Giudiziaria per vedersi riconoscere i propri diritti, con aggravio di spese e competenze a Vostro esclusivo carico.
Distinti saluti
Firma del lavoratore e/o dell’OO.SS
Modulo di Impugnazione del Licenziamento per Giustificato Motivo Oggettivo Word da Scaricare
Di seguito si trova il modello impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo editabile da scaricare sul proprio computer.
Una volta che il documento è stato scaricato, bisogna aprirlo con un programma che supporta i file in formato Word e compilarlo inserendo quelli che sono i dati richiesti.
Il fac simile impugnazione del licenziamento per giustificato motivo oggettivo compilato potrà poi essere stampato o inviato direttamente, a seconda di quelle che sono le proprie esigenze.